Il mosaico di Alessandro: indagini archeometriche

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Mosaico di Alessandro

Il CRACS (Center for Research on Archaeometry and Conservation Science), centro interuniversitario istituito tra il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Ambiente e delle Risorse (DiSTAR) dell'Università di Napoli Federico II e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie (DST) dell'Università del Sannio, Benevento, ha avviato una campagna di indagini archeometriche sul famosissimo Mosaico di Alessandro, noto come Battaglia di Isso, oggi conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN). Il mosaico fu rinvenuto il 24 ottobre 1831 a Pompei nella exedra del primo peristilio della Casa del Fauno, una delle più lussuose ed ampie case (circa 3.000 mq) della città sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Il mosaico, dalle eccezionali misure (circa 582 × 313 cm) e composto da circa un milione e mezzo di tessere, rappresenta la battaglia che portò alla vittoria di Alessandro Magno sui Persiani di Dario III.

Il CRACS, diretto dalla Prof.ssa Giuseppina Balassone, vede coinvolti ricercatori delle due Università che stanno analizzando in dettaglio l’intero mosaico con le più moderne tecniche analitiche di diagnostica non invasiva nel campo della mineralogia e della petrografia. Le tecniche non distruttive applicate direttamente sul campo sono Videomicroscopia, Analisi video endoscopica, Spettrometria in fluorescenza di raggi X (XRF), Termografia all’infrarosso, Imaging multispettrale, Spettroscopia vibrazionale infrarossa in trasformata di Fourier (FTIR) e Raman. Inoltre, analisi di laboratorio saranno effettuate tramite Microscopia ottica (MO), Diffrattometria di raggi X su polveri (XRPD) e al microscopio elettronico a scansione con microanalisi (SEM-EDS). Tali indagini potranno fornire utili informazioni sulle tecniche di lavorazione e sulla composizione dei geomateriali utilizzati per le tessere e sugli interventi effettuati nel passato sul bellissimo mosaico.

I lavori, promossi dal Direttore del MANN Dr. Paolo Giulierini, sono eseguiti sotto l’attenta direzione scientifica del Prof. Antonio De Simone, il coordinamento dell’architetto Dott.ssa Amanda Piezzo e la responsabile del procedimento Dott.ssa Stefania Saviano.

 

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